Intervista a Maurizio Pimpinella sul Sole 24 Ore

Il bancomat all’estero costa meno

Sui prelievi con carte di credito le banche possono applicare commissioni fino al 4 per cento

bancomat estero 4

di Gabriele Petrucciani

 

Cara Italia quanto mi costi. Il Belpaese è tra le mete più care del Mediterraneo, con la spesa per hotel e ristoranti superiore del 10% rispetto alla media europea. La dura sentenza arriva da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eurostat del 2013. Così, l’italiano comincia a guardare con più interesse all’estero. Ma oltrepassando i confini nazionali, e soprattutto quelli della Ue, è bene adottare qualche accorgimento per evitare di caricarsi di costi inutili. Spese che potrebbero riguardare l’utilizzo sia delle carte di pagamento, sia del telefono o internet.

 

Avanti con la carta di debito

«Ci sono tre dimensioni da considerare quando si decide di uscire dall’Italia – spiega Manfredi Urciuoli di ConfrontaConti.it -. Una dimensione collegata al tipo di strumento di pagamento, una legata all’operazione che si fa, come prelievo o pagamento, e un’altra all’area geografica». In quest’ultimo caso, bisogna distinguere tra area euroedextra euro, o meglio tra Sepa (Area unica dei pagamenti in euro)e dextra Sepa.«Tutte le carte di pagamento che circolano nei 31 Paesi Sepa hanno caratteristiche analoghe e sono accettate in tutti gli esercizi commerciali», fa notare Maurizio Pimpinella, presidente dell’Associazione Italiana Istituti di Pagamento. Dunque, nell’area Sepa un prelievo con bancomat o carta di credito avrà gli stessi costi applicati in Italia. Le spese sul prelievo, invece, tendono a essere più alte nei Paesi extra Sepa. «Per

Quanto riguardala tipologia di strumento,invece – continua Urciuoli – i bancomat, ovvero le carte di debito,sono i prodotti più economici per quanto riguarda i prelievi, in quanto

nella maggior parte dei casi non viene applicata alcuna commissione sia presso gli Atm della propria banca, sia presso quelli di altri istituti di credito».

La carta di credito, invece, è più onerosa, «con commissioni che sui prelievi, anche presso gli sportelli della propria banca, possono arrivare al 3-4%», aggiunge Pimpinella. Sul fronte dei pagamenti, invece,non c’è molta differenza tra carta di debito e credito, in quanto non sono previste commissioni a carico del consumatore. «All’estero, poi, è possibile utilizzare anche le carte prepagate, che hanno costi molto bassi, in linea con i bancomat – continua Urciuoli – anche se presentano spese aggiuntive, come quelle di ricarica. Da questo punto di vista, la prepagata è uno strumento da suggerire non tanto per la sua economicità, quanto per le sue caratteristiche

di sicurezza».

 

Tra credito e prepagate

Prima di partire è bene seguire alcuni accorgimenti. «Per esempio, chiedere al proprio istituto di credito se il bancomat è abilitato o meno ai prelievi e pagamenti all’estero -sottolinea Pimpinella- E ancora, in merito alla carta di credito più adatta per viaggiare all’estero, bisogna valutare diversi fattori tra cui la paura di furti o clonazioni. La carta revolving o a saldo è sicuramente comoda per avere contanti anche oltre confine, ma in caso di furto il plafond mensile potrebbe essere azzerato anche in un’unica operazione. Scegliere una carta prepagata, quindi, potrebbe essere la soluzione perfetta, in quanto il rischio massimo è limitato al credito caricato». Le carte prepagate, però, non sempre vengono accettate in tutti i Paesi e non sempre vengono ammesse a titolo di garanzia da hotel e noleggi auto.«La scelta tra carta di credito tradizionale e

prepagata,quindi, va fatta in base alle proprie esigenze, ricordando che quelle aderenti ai circuiti Visa e Mastercard sono le più accettate».

 

Alle prese con il roaming

Al di là degli strumenti di pagamento, quando si esce dai confini nazionali è bene prestare attenzione anche alle tariffe per effettuare o ricevere chiamate dall’estero e per collegarsi a internet. Martedì 1 luglio è entrata in vigore la nuova eurotariffa, che pone un tetto massimo alle tariffe che possono essere applicate dai vari operatori all’interno della Ue. In particolare, la nuova euro tariffa prevede un costo massimo di 23,18 centesimi al minuto per le chiamate effettuate verso l’Italia, 6,1 centesimi al minuto per le chiamate ricevute, 7,3 centesimi per ogni messaggio inviato e 24,4 centesimi a MB per la navigazione. Uscendo dalla Ue, invece, i costi possono aumentare vertiginosamente. Dunque, conviene informarsi sui costi praticati dal proprio operatore e provare a risparmiare aderendo a una delle promozioni in circolazione.

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